Il Sottoscala

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Distretto 9 (District 9): era ora!

by Delcaran Lëdeloth on set.26, 2009, under Divertimento, Fantascienza, Film, Intrattenimento

district_nine Il mio pc segna le ore 00:52 del 26 Settembre 2009 mentre inizio a scrivere queste poche righe con le mie impressioni su quello che probabilmente sarà il miglior film di fantascienza degli ultimi anni. E non dovete guardarlo prima di criticarmi, perché poi non ne avrete il coraggio!

ATTENZIONE: SPOILER!!! ORA RIVELO TUTTA LA TRAMA DEL FILM! FERMATEVI, CONSIGLIO DA AMICO!!! E POI NON DITE CHE NON ERAVATE STATI AVVERTITI!!!!!

Distretto 9 è un film diretto da Terri Tatchell e Neill Blomkamp e tratto da un suo cortometraggio (Alive in Joburg) del 2005, e prodotto da Peter Jackson. Si entra nel film a storia già cominciata, con gli alieni arrivati a Johannesburg 30 anni fa  per un motivo sconosciuto e costretti a vivere all’interno di un distretto (quello del titolo per l’appunto), vittime dei soprusi e dell’odio xenofobo degli umani. Ovviamente questo incipit è una forte denuncia alla triste storia dell’apartheid, avvenuta nel Distretto 6 di Capetown del film e quasi con le stesse modalità. Il distretto è gestito da una multinazionale, la MNU, che con il pretesto di occuparsi degli alieni effettua esperimenti medici su di loro con lo scopo di rendere utilizzabili le armi di questi, attivabili unicamente dal DNA alieno. Protagonista del film è un impiegato della MNU di nome Wikus all’oscuro delle trame in atto nell’azienda, che durante un’azione di sfratto degli alieni viene contagiato da un campione di “fluido” e comincia a trasformarsi proprio in un alieno. A questo punto la sua unica speranza è scappare dalla MNU, recuperare il fluido che lo ha contagiato e aiutare un intelligente alieno ad attivare la nave madre e tornare al suo pianeta natale per organizzare una spedizione di soccorso degli alieni rimasti e di Wikus, alla fine del film completamente trasformato in alieno. Tempo perché arrivi la spedizione, 3 anni…

Maggiori informazioni le trovate su questa pagina di Wikipedia.

FINE SPOILER

Ora, a 45 minuti dalla fine della proiezione, posso dire che sono veramente e sinceramente entusiasta di questo film! Ottima regia (stile documentario, quindi alcune scene d’azione sono molto movimentate), scene truculente e ironiche, un’ottima caratterizzazione degli alieni, un fantastico cinismo del protagonista nella prima fase del film e anche momenti sentimentali accompagnano lo spettatore dall’inizio alla fine, coinvolgendolo sempre più intensamente. Se l’’inizio del film è lento e frammentario, con una introduzione agli avvenimenti narrati in seguito esposta in stile documentaristico (la storia che vedremo infatti appartiene al passato della cronologia dell’ambientazione), la fase centrale è molto più uniforme, con il ritmo in costante accelerazione per preparare alla fantastica sequenza finale, adrenalinica (ma “realistica” per quanto possa esserlo un film di fantascienza) come poche altre con i suoi combattimenti a base di distruttive armi e mech alieni!

Lo ripeto, per me è il ritorno della grande Fantascienza, quella di Asimov e Campbell, di Gibson e Van Vogt, di Heinlein e Bradbury, insomma di quella fantascienza che è molto più scienza che fanta e che ha come sfondo principale la sociologia umana in una società immaginaria. Sì, sono convinto che questa la Grande Fantascienza delle origini che torna sui nostri schermi in pompa magna! E nel rispetto di questo stile di fantascienza, spero mi auguro e auspico con tutto me stesso che non venga mai e poi mai realizzato un seguito.

Una piccola nota finale…per un santa volta sono contento che il bambino del film non faccia le solite stronzate che fanno i bambini nei film!!! Questo si comporta come si deve, ed era ora cazzo!

…ma sei ancora qui a leggere??? SCARAVENTATI IMMEDIATAMENTE NEL CINEMA PIU’ VICINO!!!!

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Il mondo della condivisione

by Delcaran Lëdeloth on lug.28, 2009, under Computer, Internet

Con questo post intendo fare un po’ di chiarezza su quello che è il mondo del P2PW. Non intendo affrontare questioni legali (riassunte nella frase: non potete non pagare e distribuire quello che normalmente si pagherebbe), ma semplicemente alcuni aspetti di carattere tecnico per fare chiarezza, e non in maniera approfondita perché non sono un esperto.

eDonkeyW

Molti utenti delle reti P2P sono entrati in questo mondo grazie a questa rete, anche se molto probabilmente non lo sanno. Questa rete è attualmente la più diffusa in assoluto, soprattutto grazie al suo celeberrimo client eMuleW e i suoi innumerevoli cloni che, pur essendo il più famoso, non è il programma ufficiale di questa rete, titolo che spetta al molto meno performante eDonkey2000W.

Questo tipo di rete si basa sui server (i vari MasterServer, eDonkeyServer ecc…) che non contengono i file, ma permettono ai vari client (cioè eMule e simili) di connettersi tra loro e comunicare. L’identificazione di un file avviene mediante un algoritmo di hashingW, che identifica in modo univoco un particolare file, ignorando completamente il suo nome: con questo sistema è possibile che uno stesso file chiamato “pippo la vendetta.txt” sia uguale a “pippo 2 la vendetta.txt” e “pippo 2 – la vendetta.txt” ma anche a “gnagna2999.txt”. Infatti ogni singolo file presente sulla rete è identificato con un apposito link in formato ed2k contente l’hash di quel file, come potrebbe essere per esempio:

ed2k://|file|Leggimi!!!.txt|201|1DF8B576AA00E36AF01D993B53339C7B|/

Questi link se trovati su internet e inseriti in un client, permettono di scaricare un file (in questo caso un generico “Leggimi.txt”) senza nemmeno cercarlo.

Il sistema a server consente un controllo ottimale dei file condivisi, permettendo di impedire la condivisione di materiale protetto da copyrightW. Inoltre permette la permanenza sulla rete anche di file molto vecchi, non più facilmente reperibili su altre fonti.

eDonkey è una rete P2P non molto paritetica. A livello tecnico infatti, ogni client è uguale ad ogni altro client, nella pratica sono tutti differenti. Le differenze risiedono nell’ID che viene assegnato ad ogni client al momento della connessione con il server, e dipende dalla qualità della rete del client, dai blocchi che i provider possono inserire per ostacolare questo tipo di servizio (che ha il fastidioso vizio di intasare molte connessioni, se non adeguatamente controllato) e dal numero e tipo dei file condivisi. I client accodano gli altri client basandosi su questo ID, pertanto chi ha una connessione migliore e condivide più file molto richiesti, sarà privilegiato rispetto a chi condivide meno o ha una connessione peggiore. Così facendo chi scarica già lentamente di suo, scaricherà ancora più lentamente.

KademliaW

Questa rete è diffusa come la rete ed2k, perché il suo client più famoso è proprio eMule. A differenza della eDonkey, questa si basa interamente su client, senza nessun server da fare da intermezzo. Per connettersi è quindi necessario conoscere l’indirizzo IP e la porta di un client già connesso, ed effettuare la connessione ad esso. Una volta ottenuta la connessione, si verrà automaticamente connessi a tutti i client che condividono i file che stiamo scaricando, identificati dalla stessa tipologia di link della rete ed2kW. La mancanza di un server centrale per lo scambio di file non consente di controllare la legittimità di questi, e ne ostacola la permanenze in rete sul lungo periodo. Inoltre per cercare un file bisogna “fare richiesta” ad ogni singolo client, con l’ovvio risultato che per cercare un file ci si mette molto più tempo che non sulla rete eDonkey.

Non mi è chiaro se Kademlia gestisca le code o meno, ma è sicuro che condividendo più file si hanno più possiblità di connettersi a qualcuno che condivide i file che ci interessano.

[W:Torrent[W:

La rete torrent, il cui client più famoso è uTorrent, è una via di mezzo tra Kademlia ed eDonkey. Come la prima infatti non è basata l’utilizzo di server, ma come la seconda permette comunque di connettersi ad un server per agevolare le ricerche e lo scambio di fonti. Se nella rete eDonkey si è costretti a connettersi ad un server per poter scaricare, nella rete torrent ci si connette ad un server (detto trackerW) che tramite appositi “announceW” permette ad un client di sapere quali altri client stanno scaricando e/o condividendo quel file in particolare e di connettersi ad essi in modo più agevole. Non è necessario che la connessione al tracker sia costante, basta che ci si connetta una volta per sessione di download, in modo da inizializzare la lista dei peerW (coloro che sono collegati al torrent) e da connettersi ad almeno uno di esso. Partendo da questo primo peer, tramite lo scambio di fonti, ci si può connettere ad altri peer senza l’ausilio del tracker. Nel gergo torrent, chi scarica senza condividere è un leecherW, chi condivide è un seederW.

La rete torrent è nata per distribuire in modo rapido ed efficente file recentemente aggiornati, come ad esempio nuove versioni di distribuzioni linux o freebsd, pertanto è difficile (ma tutt’altro che impossibile) trovare file datati.

Per scaricare un file da questa rete è necessario procurarsi il relativo file .torrent, che solitamente si può trovare sullo stesso server che ospita il tracker o tramite una semplice ricerca web. Questi .torrent sono file contenti informazioni sugli annouce che distribuiscono quel file e una volta aperti dal client permettono l’avvio del download del file in questione.

Spero di aver fatto abbastanza chiarezza, ma come al solito le informazioni più dettagliate le trovate su wikipedia.

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Cronistoria del tentativo di un cambiamento

by Delcaran Lëdeloth on giu.20, 2009, under Computer, Debian, Linux, Slackware

Situazione: utilizzo Slackware64-current e risento della mancanza di alcuni pacchetti, la cui compilazione non riesco a terminare con successo. Tornare alla versione a 32bit significa buttare 1GB di RAM, e al momento non mi pare una scelta azzeccata.

Obiettivo: installare Debian per Amd64, in modo da sfruttare tutta la RAM e avere tutti i pacchetti che mi servono.

Ecco cosa è successo:

Dopo aver scaricato e installato senza alcuna difficoltà (cosa di per se stupefacente, perché tutti i tentativi precedenti si erano infranti contro un muro di driver fondamentali incompatibili) la versione Lenny 5.0.1, noto con un po’ di delusione che il kernel è l’ormai vecchio 2.6.26, KDE è il 3.5.9 (anche se sul sito Debian dicono che è una versione modificata in modo da avere quasi le stesse funzionalità del 3.5.10…) e GNOME è ancora al 2.22. Sono cose che lasciano un segno per uno abituato ad un kernel 2.6.29.x e KDE 4.2.4 – GNOME l’ho usato poco, ma comunque versione 2.26 – e non è un segno che si cancella facilmente. Da qui la mia decisione di dare un’occhiata online per verificare come è il passaggio a Squeeze, l’attuale versione di testing (simile alla current di Slackware come stabilità software, ma molto meno aggiornata). Su blog, forum e da colleghi di università con portatile quasi identico al mio ricevo la conferma che l’aggiornamento non da alcun tipo di problemi e porta ad usare il “nuovo” KDE 4.2.2 senza alcun fastidio di sorta… Incoraggiato, modifico il source.list e procedo all’installazione…Durante il processo una serie di cose mi colpiscono:

  • Il nuovo KDE non aggiorna quello precedente, bensì si installa come copia a parte e successivamente rimuove il precedente…
  • Non c’è nessun aggiornamento del kernel o dei suoi moduli.
  • Non vengono aggiornate tutte le componenti di KDE.

Procedo ugualmente e all’avvio di una nuova sessione grafica mi ritrovo con il desktop di KDE 3.5.9, il puntatore del 4.2.2, i servizi di entrambi, il menu del 3.5.9 contenente i programmi del 4.2.2 e alcuni del 3.5.9, ma tutti senza alcuna icona e con il “pannello di controllo” solo del 3.5.9, il tema Oxygen del 4.2.2 per le finestre ma i font e i bordi delle stesse del tema Plastik del 3.5.9…Insomma, uno schifo. Per curiosità rilancio apt-get per vedere cosa è successo…Risultato:

  • I pacchetti che erano marcati per la rimozione non sono stati rimossi (ho tutti e due i KDE contemporaneamente)
  • Sono comparsi nuovi componenti di KDE da installare senza aver fatto nessun update dei repository

Mi comporto così, come suggeritomi online: autoremove per togliere il vecchio KDE, dist-upgrade per aggiornare tutto quanto, ancora autoremove per pulire eventuali schifezze residue, install kde-full per avere tutti i componenti di KDE. I risultati sono stati sorprendenti! Il desktop che mi si presenta davanti è correttamente KDE 4.2.2, ma le finestre non hanno più alcun bordo, il “pannello di controllo” non è disponibile in alcuna sezione del menu kickoff, che per sopperire contiene alcune componenti del “pannello di controllo” di KDE 3.5.9 lanciabili singolarmente. Per di più Kwin crasha per ben 5 volte in 6 riavvi, e non è possibile fare il logout senza che la scheda video decida di prendersi 5 minuti di riposo costringendomi ad un shutdown brutale mediante pulsante di accensione. Tra le altre cose, i driver audio, video e per la scheda wifi non funzionano in alcun modo, lasciandomi di fatto con un sistema mutilato nei suoi componenti essenziali, soprattutto se si pensa che ho un audio ad alta definizione RealTek, una 9600GS come scheda video e una intel 5100 come scheda wireless, ovvero componenti che funzionano con ogni distro da me provata senza il bisogno di scaricare ed installare nulla…

Alla fine, alle 2 di notte, decido di rimettere la mia amata Slackware64 e di sopportare la mancanza di alcuni software non ancora pacchettizzati per 64 bit, almeno fino a quando non riesco a ricompilarne il kernel per emulare l’architettura a 32 bit.

Per pura esigenza di cronaca, ecco come risulta una Lenny liscia installata di fresco a livello di pura funzionalità:

  • Nessuna scheda WIFI disponibile.
  • Tasti multimediali non riconosciuti.
  • Audio non presente.
  • Scrolling del touchpad riconosciuto in automatico.
  • Risoluzione 16:9 riconosciuta in automatico.
  • Fallimento nell’installare i driver proprietari per audio e video (anche dopo aver installato tutti i componenti necessari alla loro installazione)
  • Driver wireless installati ed avviati ma non funzionanti.
  • Software decisamente vecchio (ma non è un difetto, è una precisa scelta di sviluppo)

Invece per la Slackware 12.2:

  • Scheda WIFI disponibile subito
  • Tasti multimediali non riconosciuti (riconosciuti in Slackware-current con tanto di OSD per il volume)
  • Audio presente
  • Scrolling del touchpad non automatico (inseribile mediante modifica di xorg.conf)
  • Risoluzione 16:9 non riconosciuta in automatico.
  • Driver audio e video installabili con successo e configurati in automatico (tranne la risoluzione, per la quale basta usare l’apposito pannello di configurazione).
  • Software vecchio ma non quanto quello di Lenny e altrettanto stabile.

In conclusione, ritengo la Debian una ottima distribuzione, il cui pregio è anche il peggior difetto: apt-get. Grazie ad esso sono disponibili un numero impressionante di pacchetti (circa 25000)installabili facilmente con un semplice comando, ma questa semplicità può nascondere alcune complicazioni nelle configurazioni di tali pacchetti. Insomma, dalle mie esperienze con questa distro concludo dicendo che la Debian ha bisogno di molta, molta più manutenzione di una Slackware per essere altrettanto produttiva!!!

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Unire il gregge…

by Delcaran Lëdeloth on giu.11, 2009, under Computer, Internet, KDE, Linux, Windows

C’è una cosa di cui in informatico smanettone e netsurfer come il sottoscritto ha bisogno. Questa cosa è la semplicità. Ma non parlo di semplicità nell’utilizzo di un programma o di un particolare servizio, per un informatico sono meri passatempi, bensì parlo di semplicità nella gestione delle informazioni (in fin dei conti informatica è la scienza che studia i sistemi di trasmissione delle informazioni).

La questione mi è venuta in mente recentemente, mentre guardavo le impostazioni del mio iPod su iTunes. Ho visto che è presente una scheda “Contatti” e che permette di sincronizzare i contatti del mio iPod –che non sapevo nemmeno esistessero- con quelli presenti su WIndows… Funzione non fondamentale ma comunque interessante. Scopro che su windows non ho contatti, perchè sono tutti salvati in WIndows Live Mail. Tento l’esportazione e anche se questa riesce, l’importazione tra i contatti di windows non va a buon fine, causa diversa implementazione degli standard (quindi il nome viene visto come l’ufficio, la mail come il telefono, ecc…). Inconcepibile. Provo quindi l’esportazione dei contatti di GMail, operazione seccante, perchè GMail non fornisce tutte le opzioni che ha Windows Live Mail, e quindi i miei contatti non hanno informazioni per me essenziali quali, per esempio, i compleanni. Poco male, l’importazione fallisce miseramente.

Passo quindi a tentare di importare il calendario, che ho sempre molto fitto…Ottimo, devo usare Outlook che non possiedo! Meraviglioso… Ma già che ci sono voglio sincronizzare il contatto di WLM con quello sempre aggiornato di Google Calendar. Niente da fare, WLM non supporta Google Calendar e Google Calendar non permette che un programma esterno modifichi il suo calendario (tranne Outlook, che non possiedo…). Una difficoltà che avevo già incontrato sotto Linux tentando di usare Kontact con i miei servizi online, che trovo assolutamente indispensabili data l’enorme quantità di computer e di sistemi operativi che mi trovo a gestire. In pratica Kontact permette di usare Gooogle Calendar in sola lettura e l’importazione dei contatti dai servizi web è sempre fallimentare…anche Kopete, il programma di messaggistica istantanea di KDE, che permette di sincronizzare il proprio elenco contatti con Kontact, fallisce nel suo intento, e inoltre non supporta la chat di Facebook, il che è una grave mancanza quando tutti i contatti utilizzano prevalentemente Facebook per la chat… C’è da dire comunque che nella roadmap di KDE 4.3 è stato inserito il supporto in lettura  a scrittura a Google Calendar e il supporto di Kopete alla chat di Facebook, quindi è solo questione di attendere più o meno un mesetto.

Insomma, alla fine di questo lungo sfogo il concetto è il seguente: è inutile avere tanti servizi estremamente utili se poi non sono utilizzabili in modo produttivo o abbisognano di software a pagamento. Mi piacerebbe che i contatti che ho su WIndows Live potessero essere importati ed esportati senza nessun intervento da parte mia, e stessa cosa con i contatti di Google o di Windows Live Mail o di Kontact! Ancora meglio! l’ideale sarebbe fornire un sistema di tipo LDAP in modo che le applicazioni offline possano aggiornare i contatti online in modo totalmente automatico, ed evitando in tal modo alcune problematiche dell’import-export come la duplicazione dei contatti. Stessa cosa per i calendari! Basta un semplice link che consenta di utilizzare il calendario offline come se fosse online… Mi rivolgo soprattutto a Google, che offre programmi estremamente validi in modo del tutto gratuito. Se integrasse queste funzionalità nei suoi servizi renderebbe la vita estremamente più facile e produttiva per chi come il sottoscritto usa quotidianamente molti suoi servizi.

Per quanto riguarda le scelte di alcune aziende, come quella (peraltro fallimentare) della Apple di costringere gli acquirenti di iPod ad usare il prodotto esclusivamente sotto Windows e solo con il loro software iTunes (che trovo eccellente, senza ombra di dubbio), la trovo assolutamente insensata per tre semplici motivi:

  1. Il software è comunque gratuito, tanto vale permettere anche a software di terzi di integrarsi con il sistema della libreria dell’iPod.
  2. Se la gente compra Windows, Apple non ci guadagna, anzi ci rimette. Se Apple consente solo agli utenti mac di usare iTunes/iPod, ci rimette il 90% dei consumatori. Se Apple distribuisse il codice sorgente di iTunes e dell’iPod non ci rimetterebbe nulla e si garantirebbe la fetta di mercato degli utenti Linux. Avrebbe solo che da guadagnarci.
  3. Come è già successo, si troverà sempre il modo per utilizzare un prodotto in modo diverso da quello progettato. Nel caso specifico, iPod è tranquillamente utilizzabile con programmi diversi da iTunes, come il magnifico Amarok su linux (grazie al reverse engineering su iPod e iTunes che ha portato alla creazione delle librerie libgpod) o altri software sotto Windows.

Concludo: per cortesia, voi gente che fate le cose a gratis per altra gente, non avete niente da rimetterci a mettervi d’accordo per semplificare la vita a noi vostri utenti! Ci rendereste più soddisfatti e più disponibili ad usare i vostri prodotti e ad acquistare vostri eventuali software. Per favore, FATELO!

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