GDR
Io amo la Bethesda Softworks!!!
by Delcaran Lëdeloth on lug.11, 2009, under Computer, Fantasy, GDR, Giochi, Videogames
E la amo perchè non c’è niente altro da fare!!! Per chi no la conoscesse, oltre a promettere morte certa appena ne scopro la residenza, dirò che è la software house che ci ha regalato la serie di The Elder Scrolls, composta principalmente dai capitoli “Arena”, “Daggerfall”, “Morrowind” e “Oblivion”, più altri capitoli e versioni per cellulari o console. Sono tutti pietre miliari del videogioco mondiali, capolavori riconosciuti da chiunque se ne intenda! Non solo, ma ci hanno anche regalato il bellissimo “Fallout 3″ e sono in lavorazione di un paio di altri giochi, capolavori annunciati se non altro per il nome degli sviluppatori!
Tutto questo per dire che, come era già successo in occasione del suo decennale per “The Elder Scrolls: Arena”, anche “The Elder Scrolls: Daggerfall” è stato rilasciato GRATUITAMENTE dalla stessa Bethesda!!!
Come mio dovere di internauta, vi dirò che la fonte dell’informazione è Gamesblog, mentre il gioco potete scaricarlo a questo link (è in inglese, ma non affannatevi a cercarlo in italiano…non esiste ;p)
Libertà!
by Delcaran Lëdeloth on mag.04, 2009, under Computer, GDR, Giochi, Videogames
Niente patriottismi, tranquilli! Solo una veloce analisi della libertà nel mondo dei videogame ![]()
Negli ultimi anni, ma molti di più di quanto pensiate, si è diffusa nei videogiocatori la voglia di poter fare quello che volevano, senza seguire trame o avvenimenti decisi dai programmatori.
Grandi innovatori in questo ambito sono stati quei geniacci tedeschi della Bethesda Softworks, che hanno reso meno squallido il nostro mondo regalandoci quel gran pezzo di GDR entrato nella storia con il nome di “The Elder Scrolls: Arena”: grafica pseudo-3d meravigliosa (per l’epoca, 1994), libertà assoluta, personaggi carismatici, trama principale lunga e complessa, centinaia di sotto-trame hanno reso questo gioco una pietra miliare dei GDR su PC/Amiga. Per chi volesse provarlo, questo gioco è stato reso disponibile gratuitamente al pubblico nella ricorrenza del suo decimo anniversario direttamente nel sito degli sviluppatori. Data la vetustità del titolo è necessario un emulatore per giocarlo sui sistemi moderni, inoltre è disponibile unicamente in lingua inglese… Anche se non ci giocate vale lo stesso la pena di possederlo!
“Arena” ha portato nei videogiochi un nuovo genere di libertà, mai vista fin ad allora, libertà ripresa dal suo seguito “Daggerfall”. Ma non si poteva limitare un concetto così bello ai soli GDR, così, nel 1997, nasce il concetto di free-roaming, diventato ormai il metro di giudizio per la maggior parte dei giochi moderni. Il suo ideatore è il mai troppo osannato Grand Theft Auto della Rockstar (North) Games, per i bimbiminkia semplicemente GTA (i primi due sono gratuitamente disponibili per il download in questo sito). Il free-roaming si basa su una zona liberamente esplorabile in cui sono presenti svariate missioni che fanno evolvere la trama, principale o secondaria che sia. I giochi di questo genere sono molto diffusi e apprezzati, soprattutto dai cosiddetti “casual gamers” o “consollari”, ovvero quella categoria di giocatori contrapposta agli “hardcore gamers” che dall’avvento delle prime consolle ha invaso il mercato: sono giocatori che non dedicano ore ed ore ad eviscerare ogni singolo gioco nei minimi dettagli, ma vogliono semplicemente divertirsi un paio di ore senza darsi troppi problemi. Piccola nota: spesso “consollari” o “casual gamers” sono usati come termini dispregiativi, io non lo faccio (possiedo sia consolle che PC) per il semplice fatto che ci sono modi diversi di videogiocare, ciascuno dei quali adatto ad un tipo di gioco o addirittura ad un gioco specifico.
Questa nota era necessaria per descrivere la principale differenza tra i due tipi di libertà: le dimensioni [battutine di sottofondo]. Nei titoli della serie di GTA e in tutti quelli che sfruttano lo stesso concetto (e che variano dagli sparatutto ai giochi d’azione) il giocatore sa SEMPRE quali sono le future mosse che può intraprendere nella zona in cui si trova, e la zona in cui si trova non è mai pericolosa per lui (es: nei giochi di ruolo free-roaming il livello dei PNG è sempre bilanciato con quello del PG, in modo che questo non rischi mai seriamente di morire). Invece, nei titoli della Bethesda (tutta la saga di Elder Scrolls e il recente Fallout 3), il giocatore è lasciato a se stesso…All’inizio del giocogli viene data una semplice prima missione, ma spetta a lui decidere se seguirla o meno! Si potrebbe tranquillamente passare interi mesi di gioco nella sola esplorazione del mondo senza fare una sola missione. Ovviamente questa libertà lascia sconcertati i giocatori più “casual”, che non sarebbero mai in grado di apprezzare il gioco dedicandoci pochi minuti ogni tot: si perderebbero subito.. Inoltre il mondo non ha barriere, è tutto liberamente esplorabile fin da subito, ma ci sono zone più pericolose di altre, in cui il personaggio di basso livello morirebbe in pochi istanti. Tali zone sono individuabili solamente entrandoci, in quanto è il giocatore che deve fare esperienza e non viene portato per la manina se non nel tutorial iniziale.
Due tipi differenti di libertà per due modi differenti di giocare: per il giocatore che preferisce giocare bene e subito e per quello che ha voglia di prendersi tutto il tempo che serve per immergeri nel gioco! A ciascuno il suo
Mettendo i puntini sulle i
by Delcaran Lëdeloth on apr.21, 2009, under Fantasy, GDR, Intrattenimento, Libri
L’altro giorno sono stato invischiato per l’ennesima volta in una discussione che ritenevo chiusa da tempo, essendo palese il fatto che ho ragione io (e non solo). La discussione verteva sulla presunta somiglianza della serie di romanzi di Eragon di Christopher Paolini (per i pignoli, la “Quadrilogia dell’Eredità”, formata dai libri “Eragon”, “Eldest” e “Brisingr”) e il capolavoro della letteratura fantasy mondiale e inglese in particolare “Il Signore degli Anelli” del mai troppo compianto John Ronald Reuel Tolkien. Il puntino sulle i lo metto subito:
“IL SIGNORE DEGLI ANELLI” E “ERAGON” SONO DUE COSE COMPLETAMENTE DIVERSE E ASSOLUTAMENTE NON PARAGONABILI!!!
Ora vi spiego perchè. Ho volutamente presentato “Eragon” e soci come romanzi e “Il Signore degli Anelli” come letteratura in quanto appartengono a questi due ambiti totalmente differenti.
“Eragon” è un classico romanzo fantasy, con il gruppo di avventurieri (in questo caso il gruppo è Eragon e Saphira) impegnati in una serie di sotto-missioni – in gergo “quest” – utili allo scopo di raggiungere l’obiettivo finale, nel caso la sconfitta di Galbatorix. I protagonisti partono da una situazione di totale ignoranza del mondo che li circonda, scoprono mano a mano i loro poteri, sconfiggono nemici sempre più forti, hanno amici sempre più potenti ecc.. In altre parole sono personaggi dinamici in un mondo dinamico in continuo cambiamento.
“Il Signore degli Anelli” è, come scritto sul mio libro di italiano delle superiori, un’allegoria della condizione umana, in cui viene narrata (termine pericoloso) l’eterna lotta del Bene contro il Male. Notate la parola “eterna” e i nomi Bene e Male… Queste tre parole insieme servono a farvi capire il tipo di storia che l’opera (non romanzo) ci propone: una storia eterna, immutabile, sempre uguale nei secoli dei secoli amen. In questo Paolini di discosta dal Maestro. Nell’opera di Tolkien i personaggi sono dei simboli, non semplici eroi: il Re caduto che riconquista il trono, il Guerriero soggiogato dal suo desiderio di proteggere la propria terra, il vecchio saggio che guida il gruppo, il “signor nessuno” a cui viene affidato un compito più grande di lui, l’amico fedele fino in fondo, il cattivo con ancora una scintilla di bontà, il male supremo ed assoluto che è sempre esistito, gli ingannati dal male… sono tutti personaggi statici, che non mutano nel corso dello svolgersi della trama proprio in quanto rappresentano una particolare categoria e in quanto tali devo restare sempre uguali.
A difesa di coloro che parlano di somiglianza, ricordo che è dai tempi del “Conan il Barbaro” di Robert Ervin Howard ( morto suicida nel 1936 e grande amico e collaboratore di Howard Philip Lovecraft) pubblicato su Weird Tales nel 1932 che il genere fantasy è dotato di cliche: l’eroe solitario e straniero, la bella da salvare che poi ti tradisce, le sette segrete, i nemici innominabili ecc.. Tutti i romanzi fantasy si somigliano per struttura generale, in quanto sono tutti basati (come tutti noi giocatori di Dungeons & Dragons sappiamo benissimo) sulla missione da compiere da parte dell’eroe/degli eroi, spesso insieme ad altri compagni, e che spesso si basa sulla sconfitta di un cattivone e dei suoi sgherri, o attraverso una serie di “barbatrucchi” oppure con un po’ di sane mazzate sulle gengive alla vecchia maniera. TUTTI i romanzi fantasy seguono questo schema, da “Il Signore degli Anelli” a “Narnia” (la saga di Lewis), da “Shannara” (Terry Brooks) a “Dragonlance” (Weis, Hickmann e molti altri), ma chi mi viene a dire che sono copiati o addirittura uguali a seriamente bisogno di andare a farsi vedere da uno bravo, in particolare se mi paragona un’opera letteraria un romanzo.
Concludo dicendo che tutte i libri che ho citato sono per me estremamente belli, autentici capolavori che meritano di stare nella biblioteca di ogni appassionato di fantasy così come stanno nella mia. Ma ribadisco la necessità di distinguere le varie opere, in quanto pur essendo tutte fantasy, sono alla resa dei conti delle cose totalmente diverse le une dalle altre (tutte quelle che ho elencato appartengono ad ambiti differenti e hanno avuto ispirazioni notevolmente diverse).











