Il Sottoscala

Mettendo i puntini sulle i

by Delcaran Lëdeloth on apr.21, 2009, under Fantasy, GDR, Intrattenimento, Libri

L’altro giorno sono stato invischiato per l’ennesima volta in una discussione che ritenevo chiusa da tempo, essendo palese il fatto che ho ragione io (e non solo). La discussione verteva sulla presunta somiglianza della serie di romanzi di Eragon di Christopher Paolini (per i pignoli, la “Quadrilogia dell’Eredità”, formata dai libri “Eragon”, “Eldest” e “Brisingr”) e il capolavoro della letteratura fantasy mondiale e inglese in particolare “Il Signore degli Anelli” del mai troppo compianto John Ronald Reuel Tolkien. Il puntino sulle i lo metto subito:

“IL SIGNORE DEGLI ANELLI” E “ERAGON” SONO DUE COSE COMPLETAMENTE DIVERSE E ASSOLUTAMENTE NON PARAGONABILI!!!

Ora vi spiego perchè. Ho volutamente presentato “Eragon” e soci come romanzi e “Il Signore degli Anelli” come letteratura in quanto appartengono a questi due ambiti totalmente differenti.

“Eragon” è un classico romanzo fantasy, con il gruppo di avventurieri (in questo caso il gruppo è Eragon e Saphira) impegnati in una serie di sotto-missioni – in gergo “quest” – utili allo scopo di raggiungere l’obiettivo finale, nel caso la sconfitta di Galbatorix. I protagonisti partono da una situazione di totale ignoranza del mondo che li circonda, scoprono mano a mano i loro poteri, sconfiggono nemici sempre più forti, hanno amici sempre più potenti ecc.. In altre parole sono personaggi dinamici in un mondo dinamico in continuo cambiamento.

“Il Signore degli Anelli” è, come scritto sul mio libro di italiano delle superiori, un’allegoria della condizione umana, in cui viene narrata (termine pericoloso) l’eterna lotta del Bene contro il Male. Notate la parola “eterna” e i nomi Bene e Male… Queste tre parole insieme servono a farvi capire il tipo di storia che l’opera (non romanzo) ci propone: una storia eterna, immutabile, sempre uguale nei secoli dei secoli amen. In questo Paolini di discosta dal Maestro. Nell’opera di Tolkien i personaggi sono dei simboli, non semplici eroi: il Re caduto che riconquista il trono, il Guerriero soggiogato dal suo desiderio di proteggere la propria terra, il vecchio saggio che guida il gruppo, il “signor nessuno” a cui viene affidato un compito più grande di lui, l’amico fedele fino in fondo, il cattivo con ancora una scintilla di bontà, il male supremo ed assoluto che è sempre esistito, gli ingannati dal male… sono tutti personaggi statici, che non mutano nel corso dello svolgersi della trama proprio in quanto rappresentano una particolare categoria e in quanto tali devo restare sempre uguali.

A difesa di coloro che parlano di somiglianza, ricordo che è dai tempi del “Conan il Barbaro” di Robert Ervin Howard ( morto suicida nel 1936 e grande amico e collaboratore di Howard Philip Lovecraft) pubblicato su Weird Tales nel 1932 che il genere fantasy è dotato di cliche: l’eroe solitario e straniero, la bella da salvare che poi ti tradisce, le sette segrete, i nemici innominabili ecc.. Tutti i romanzi fantasy si somigliano per struttura generale, in quanto sono tutti basati (come tutti noi giocatori di Dungeons & Dragons sappiamo benissimo) sulla missione da compiere da parte dell’eroe/degli eroi, spesso insieme ad altri compagni, e che spesso si basa sulla sconfitta di un cattivone e dei suoi sgherri, o attraverso una serie di “barbatrucchi” oppure con un po’ di sane mazzate sulle gengive alla vecchia maniera. TUTTI i romanzi fantasy seguono questo schema, da “Il Signore degli Anelli” a “Narnia” (la saga di Lewis), da “Shannara” (Terry Brooks) a “Dragonlance” (Weis, Hickmann e molti altri), ma chi mi viene a dire che sono copiati o addirittura uguali a seriamente bisogno di andare a farsi vedere da uno bravo, in particolare se mi paragona un’opera letteraria un romanzo.

Concludo dicendo che tutte i libri che ho citato sono per me estremamente belli, autentici capolavori che meritano di stare nella biblioteca di ogni appassionato di fantasy così come stanno nella mia. Ma ribadisco la necessità di distinguere le varie opere, in quanto pur essendo tutte fantasy, sono alla resa dei conti delle cose totalmente diverse le une dalle altre (tutte quelle che ho elencato appartengono ad ambiti differenti e hanno avuto ispirazioni notevolmente diverse).

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