E non mi riferisco a problemi di istruzione, ma di traduzione. Da alcuni anni in qua, mi accorgo di videogiochi tecnicamente notevoli ed intriganti rovinati da un pessimo lavoro di traduzione. In particolare mi vengono in mente tre esempi: Half-Life 2, The Elder’s Scrolls IV – Oblivion e Jericho.
Partiamo da Oblivion. La traduzione qui è più che altro testuale, quindi semplice, ma nonostante questo in molti dialoghi i personaggi sbagliano il sesso dei personaggi che menzionano (o di se stessi), oppure sbagliano plurali e tempi verbali. Un lavoro abominevole per un gioco pensato per essere un best-seller (come è successo)! Reso ancora più orrendo se si pensa ai lavori amatoriali di migliaia di appassionati, come il grande RagFox del Progetto Tifone, che ha tradotto DA SOLO i primi 3 capitoli di Fallout e la monumentale Bibbia di Fallout! O ancora i membri dell’Italian Translation Project, che hanno tradotto Morrowind e relative esapansioni, Planescape: Torment, Divine Divinity e anche altri! Lavori amatoriali, ma di qualità e impegno per niente indifferente!
E ora Jericho e Half-Life 2… La traduzione qui è il doppiaggio dei dialoghi. Non so se avete una vaga idea di quanto sia frustrante trovarsi nel mezzo dell’azione e sentire i propri compagni parlarvi come dei rumeni al primo tentativo con l’italiano! Peggio ancora se questo genere di dialoghi avviene durante un filmato di spiegazione della trama! Giuro che a volte ho fatto fatica a capire quello che mi veniva detto, e molto più spesso ho chiuso il gioco perché non ne potevo più di sentire quegli obbrobri di dialoghi…
Tutti questi problemi derivano dal fatto che sempre più spesso le case produttrici utilizzano dei software per la traduzione sia scritta che parlata da inglese ad italiano. Il fatto, per la parte scritta, è che in inglese le parole con genere sono piuttosto rare, quindi non si capisce se ci si riferisce ad un lui o una lei guardando solo la parola, ma è necessario avere un contesto o un insieme più ampio di parole… Evidentemente il software utilizzato non è in grado di identificare correttamente il contesto e porta ad errori grossolani…
Per la parte del doppiaggio il problema deriva dal fatto che per un computer una frase non ha intonazione. Una frase è solo un insieme di lettere che devono essere pronunciate in ordine. Alcuni software utilizzano gli spazi e la punteggiatura per tentare di dare un tono a quanto pronunciano, ma spesso e volentieri il risultato è deludente…
Personalmente preferirei che le grandi case, se non vogliono spendere soldi in traduzioni (e mi riferisco soprattutto a quelle audio, che sono le più fastidiose e difficili da correggere) semplicemente non traducano!!! Sarei mille volte più felice di sentire un dialogo in inglese ben parlato, intonato e coinvolgente che non trovarmi nel mezzo di una discussione in un campo rom!
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