Gli elefanti caricano più dei muli!!!
di Delcaran Lëdeloth il giu.26, 2009, riguardo Computer, Internet, Linux, Windows
E non solo perché sono più grossi e più forti, ma anche perché sono più intelligenti! I muli si concentrano su un solo compito, e alla minima difficoltà si bloccano: infatti non sono in grado di guadare un torrente, a differenza degli elefanti.
Tutta questa perifrasi per dirvi che ho trovato un client P2P praticamente perfetto! Si chiama Lphant, ed è disponibile per piattaforma Windows e per Linux (Mophant). La bellezza di questo client è che riunisce in se le due maggiori reti P2P attualmente utilizzate, ovvero la rete eDonkey, territorio incontrastato di eMule e soci), la rete BitTorrent, dominata da uTorrent e Azureus, e la rete Kad, sfruttata da vari client tra cui eMule. I più esperti del settore mi diranno che non è il solo client a fare ciò, e anzi che ne esistono altri (mlDonkey in primis) che fanno le stesse cose e supportano molte più reti… Confermo, ci sono, ma quelle che ho provato fino adesso non mi offrono le stesse opportunità di Lphant. Per esempio, mldonkey si connette praticamente a tutte le reti P2P, ma non supporta l’offuscamento del protocollo, cosa fondamentale in questo paese… FrostWire non supporta ne l’offuscamento ne la rete eDonkey. Lphant si: offuscamento, reti eDonkey, BitTorrent e Kad, in più è spaventosamente veloce (per la mia esperienza). L’unica mancanza può essere quella della rete Gnutella, ma sinceramente ormai non è più molto utilizzata e non si trova molta roba…
Una piccola nota. Lphant è stato di recente acquistato da una società contro il P2P (la Discordia Limited, acquirente anche di BearShare) che ne diffonde ben due versioni fake (la 4 e la 5), ovvero che non servono assolutamente ad un ciufolo! Ripeto, dal sito www.lphant.com NON scaricherete niente di utile, statene alla larga!!! L’ultima versione decente di Lphant è la 3.51, e potete scaricarla tranquillamente da qui. L’installer è in inglese, ma l’interfaccia utente è tradotta in italiano, almeno nelle parti più importanti, ed è facilmente gestibile anche dagli utenti meno esperti. All’avvio e durante l’utilizzo noterete spesso alcune scritte che vi invitano a scaricare la versione aggiornata del programma…per i motivi sopra elencati, NON SCARICATE NULLA! Quella che avete è già l’ultima versione disponibile! Detto questo, scaricate e soprattutto condividete tutto quello che avete di condivisibile!!!
Cronistoria del tentativo di un cambiamento
di Delcaran Lëdeloth il giu.20, 2009, riguardo Computer, Debian, Linux, Slackware
Situazione: utilizzo Slackware64-current e risento della mancanza di alcuni pacchetti, la cui compilazione non riesco a terminare con successo. Tornare alla versione a 32bit significa buttare 1GB di RAM, e al momento non mi pare una scelta azzeccata.
Obiettivo: installare Debian per Amd64, in modo da sfruttare tutta la RAM e avere tutti i pacchetti che mi servono.
Ecco cosa è successo:
Dopo aver scaricato e installato senza alcuna difficoltà (cosa di per se stupefacente, perché tutti i tentativi precedenti si erano infranti contro un muro di driver fondamentali incompatibili) la versione Lenny 5.0.1, noto con un po’ di delusione che il kernel è l’ormai vecchio 2.6.26, KDE è il 3.5.9 (anche se sul sito Debian dicono che è una versione modificata in modo da avere quasi le stesse funzionalità del 3.5.10…) e GNOME è ancora al 2.22. Sono cose che lasciano un segno per uno abituato ad un kernel 2.6.29.x e KDE 4.2.4 – GNOME l’ho usato poco, ma comunque versione 2.26 – e non è un segno che si cancella facilmente. Da qui la mia decisione di dare un’occhiata online per verificare come è il passaggio a Squeeze, l’attuale versione di testing (simile alla current di Slackware come stabilità software, ma molto meno aggiornata). Su blog, forum e da colleghi di università con portatile quasi identico al mio ricevo la conferma che l’aggiornamento non da alcun tipo di problemi e porta ad usare il “nuovo” KDE 4.2.2 senza alcun fastidio di sorta… Incoraggiato, modifico il source.list e procedo all’installazione…Durante il processo una serie di cose mi colpiscono:
-
Il nuovo KDE non aggiorna quello precedente, bensì si installa come copia a parte e successivamente rimuove il precedente…
-
Non c’è nessun aggiornamento del kernel o dei suoi moduli.
-
Non vengono aggiornate tutte le componenti di KDE.
Procedo ugualmente e all’avvio di una nuova sessione grafica mi ritrovo con il desktop di KDE 3.5.9, il puntatore del 4.2.2, i servizi di entrambi, il menu del 3.5.9 contenente i programmi del 4.2.2 e alcuni del 3.5.9, ma tutti senza alcuna icona e con il “pannello di controllo” solo del 3.5.9, il tema Oxygen del 4.2.2 per le finestre ma i font e i bordi delle stesse del tema Plastik del 3.5.9…Insomma, uno schifo. Per curiosità rilancio apt-get per vedere cosa è successo…Risultato:
-
I pacchetti che erano marcati per la rimozione non sono stati rimossi (ho tutti e due i KDE contemporaneamente)
-
Sono comparsi nuovi componenti di KDE da installare senza aver fatto nessun update dei repository
Mi comporto così, come suggeritomi online: autoremove per togliere il vecchio KDE, dist-upgrade per aggiornare tutto quanto, ancora autoremove per pulire eventuali schifezze residue, install kde-full per avere tutti i componenti di KDE. I risultati sono stati sorprendenti! Il desktop che mi si presenta davanti è correttamente KDE 4.2.2, ma le finestre non hanno più alcun bordo, il “pannello di controllo” non è disponibile in alcuna sezione del menu kickoff, che per sopperire contiene alcune componenti del “pannello di controllo” di KDE 3.5.9 lanciabili singolarmente. Per di più Kwin crasha per ben 5 volte in 6 riavvi, e non è possibile fare il logout senza che la scheda video decida di prendersi 5 minuti di riposo costringendomi ad un shutdown brutale mediante pulsante di accensione. Tra le altre cose, i driver audio, video e per la scheda wifi non funzionano in alcun modo, lasciandomi di fatto con un sistema mutilato nei suoi componenti essenziali, soprattutto se si pensa che ho un audio ad alta definizione RealTek, una 9600GS come scheda video e una intel 5100 come scheda wireless, ovvero componenti che funzionano con ogni distro da me provata senza il bisogno di scaricare ed installare nulla…
Alla fine, alle 2 di notte, decido di rimettere la mia amata Slackware64 e di sopportare la mancanza di alcuni software non ancora pacchettizzati per 64 bit, almeno fino a quando non riesco a ricompilarne il kernel per emulare l’architettura a 32 bit.
Per pura esigenza di cronaca, ecco come risulta una Lenny liscia installata di fresco a livello di pura funzionalità:
-
Nessuna scheda WIFI disponibile.
-
Tasti multimediali non riconosciuti.
-
Audio non presente.
-
Scrolling del touchpad riconosciuto in automatico.
-
Risoluzione 16:9 riconosciuta in automatico.
-
Fallimento nell’installare i driver proprietari per audio e video (anche dopo aver installato tutti i componenti necessari alla loro installazione)
-
Driver wireless installati ed avviati ma non funzionanti.
-
Software decisamente vecchio (ma non è un difetto, è una precisa scelta di sviluppo)
Invece per la Slackware 12.2:
-
Scheda WIFI disponibile subito
-
Tasti multimediali non riconosciuti (riconosciuti in Slackware-current con tanto di OSD per il volume)
-
Audio presente
-
Scrolling del touchpad non automatico (inseribile mediante modifica di xorg.conf)
-
Risoluzione 16:9 non riconosciuta in automatico.
-
Driver audio e video installabili con successo e configurati in automatico (tranne la risoluzione, per la quale basta usare l’apposito pannello di configurazione).
-
Software vecchio ma non quanto quello di Lenny e altrettanto stabile.
In conclusione, ritengo la Debian una ottima distribuzione, il cui pregio è anche il peggior difetto: apt-get. Grazie ad esso sono disponibili un numero impressionante di pacchetti (circa 25000)installabili facilmente con un semplice comando, ma questa semplicità può nascondere alcune complicazioni nelle configurazioni di tali pacchetti. Insomma, dalle mie esperienze con questa distro concludo dicendo che la Debian ha bisogno di molta, molta più manutenzione di una Slackware per essere altrettanto produttiva!!!
…con il volatile da pastore!
di Delcaran Lëdeloth il giu.15, 2009, riguardo Computer, Internet, Linux, Windows
Ho trovato una soluzione accettabile a parte del problema del post precedente. Questa soluzione si chiama Thunderbird! Client e-mail di ottima fattura disponibile per Windows, Linux e Mac che tempo fa avevo scartato causa un bug estremamente fastidioso che mi rovinava le giornate… Ora è tornato, e grazie ad una serie di plugin supporta alla perfezione Google! Il primo plugin è “Lightning”, che aggiunge a Thunderbird le funzionalità di un calendario in stile Sunbird. Il secondo è “Provider for Google Calendar” che consente a Lightning di integrarsi con Google Calendar mediante l’indirizzo XML privato dei calendari. Il terzo è “Google Contacts” che scarica la rubrica di GMail e ne permette la sincornizzazione. Entrambi questi ultimi due plugin funzionano in lettura e in scrittura, e se aggiungete il fatto che Thunderbird supporta le caselle IMAP come GMail, i feed RSS e che esistono plugin per scaricare le WebMail (come Hotmail, ma non ho ancora sperimentato queste funzioni) capirete come sia un’ottima scelta come client e-mail! Dopotutto se è presente in Slackware un motivo c’è
Unire il gregge…
di Delcaran Lëdeloth il giu.11, 2009, riguardo Computer, Internet, KDE, Linux, Windows
C’è una cosa di cui in informatico smanettone e netsurfer come il sottoscritto ha bisogno. Questa cosa è la semplicità. Ma non parlo di semplicità nell’utilizzo di un programma o di un particolare servizio, per un informatico sono meri passatempi, bensì parlo di semplicità nella gestione delle informazioni (in fin dei conti informatica è la scienza che studia i sistemi di trasmissione delle informazioni).
La questione mi è venuta in mente recentemente, mentre guardavo le impostazioni del mio iPod su iTunes. Ho visto che è presente una scheda “Contatti” e che permette di sincronizzare i contatti del mio iPod –che non sapevo nemmeno esistessero- con quelli presenti su WIndows… Funzione non fondamentale ma comunque interessante. Scopro che su windows non ho contatti, perchè sono tutti salvati in WIndows Live Mail. Tento l’esportazione e anche se questa riesce, l’importazione tra i contatti di windows non va a buon fine, causa diversa implementazione degli standard (quindi il nome viene visto come l’ufficio, la mail come il telefono, ecc…). Inconcepibile. Provo quindi l’esportazione dei contatti di GMail, operazione seccante, perchè GMail non fornisce tutte le opzioni che ha Windows Live Mail, e quindi i miei contatti non hanno informazioni per me essenziali quali, per esempio, i compleanni. Poco male, l’importazione fallisce miseramente.
Passo quindi a tentare di importare il calendario, che ho sempre molto fitto…Ottimo, devo usare Outlook che non possiedo! Meraviglioso… Ma già che ci sono voglio sincronizzare il contatto di WLM con quello sempre aggiornato di Google Calendar. Niente da fare, WLM non supporta Google Calendar e Google Calendar non permette che un programma esterno modifichi il suo calendario (tranne Outlook, che non possiedo…). Una difficoltà che avevo già incontrato sotto Linux tentando di usare Kontact con i miei servizi online, che trovo assolutamente indispensabili data l’enorme quantità di computer e di sistemi operativi che mi trovo a gestire. In pratica Kontact permette di usare Gooogle Calendar in sola lettura e l’importazione dei contatti dai servizi web è sempre fallimentare…anche Kopete, il programma di messaggistica istantanea di KDE, che permette di sincronizzare il proprio elenco contatti con Kontact, fallisce nel suo intento, e inoltre non supporta la chat di Facebook, il che è una grave mancanza quando tutti i contatti utilizzano prevalentemente Facebook per la chat… C’è da dire comunque che nella roadmap di KDE 4.3 è stato inserito il supporto in lettura a scrittura a Google Calendar e il supporto di Kopete alla chat di Facebook, quindi è solo questione di attendere più o meno un mesetto.
Insomma, alla fine di questo lungo sfogo il concetto è il seguente: è inutile avere tanti servizi estremamente utili se poi non sono utilizzabili in modo produttivo o abbisognano di software a pagamento. Mi piacerebbe che i contatti che ho su WIndows Live potessero essere importati ed esportati senza nessun intervento da parte mia, e stessa cosa con i contatti di Google o di Windows Live Mail o di Kontact! Ancora meglio! l’ideale sarebbe fornire un sistema di tipo LDAP in modo che le applicazioni offline possano aggiornare i contatti online in modo totalmente automatico, ed evitando in tal modo alcune problematiche dell’import-export come la duplicazione dei contatti. Stessa cosa per i calendari! Basta un semplice link che consenta di utilizzare il calendario offline come se fosse online… Mi rivolgo soprattutto a Google, che offre programmi estremamente validi in modo del tutto gratuito. Se integrasse queste funzionalità nei suoi servizi renderebbe la vita estremamente più facile e produttiva per chi come il sottoscritto usa quotidianamente molti suoi servizi.
Per quanto riguarda le scelte di alcune aziende, come quella (peraltro fallimentare) della Apple di costringere gli acquirenti di iPod ad usare il prodotto esclusivamente sotto Windows e solo con il loro software iTunes (che trovo eccellente, senza ombra di dubbio), la trovo assolutamente insensata per tre semplici motivi:
-
Il software è comunque gratuito, tanto vale permettere anche a software di terzi di integrarsi con il sistema della libreria dell’iPod.
-
Se la gente compra Windows, Apple non ci guadagna, anzi ci rimette. Se Apple consente solo agli utenti mac di usare iTunes/iPod, ci rimette il 90% dei consumatori. Se Apple distribuisse il codice sorgente di iTunes e dell’iPod non ci rimetterebbe nulla e si garantirebbe la fetta di mercato degli utenti Linux. Avrebbe solo che da guadagnarci.
-
Come è già successo, si troverà sempre il modo per utilizzare un prodotto in modo diverso da quello progettato. Nel caso specifico, iPod è tranquillamente utilizzabile con programmi diversi da iTunes, come il magnifico Amarok su linux (grazie al reverse engineering su iPod e iTunes che ha portato alla creazione delle librerie libgpod) o altri software sotto Windows.
Concludo: per cortesia, voi gente che fate le cose a gratis per altra gente, non avete niente da rimetterci a mettervi d’accordo per semplificare la vita a noi vostri utenti! Ci rendereste più soddisfatti e più disponibili ad usare i vostri prodotti e ad acquistare vostri eventuali software. Per favore, FATELO!
slackware64-current
di Delcaran Lëdeloth il giu.09, 2009, riguardo Computer, KDE, Linux, Slackware
La storica distribuzione linux (la più vecchia ancora attualmente sviluppata) negli ultimi mesi sta avanzando a balzi da gigante! Prima l’uscita dal testing di KDE 4, e adesso il porting ufficiale a 64bit! Per chi non lo sapesse, Slackware è sempre stata una distribuzione a 32 bit, e tale probabilmente rimarrà fino a quando esisteranno ancora sistemi dotati di hardwarea 32bit, e il supporto ai 64 fino ad oggi è stato affidato a porting non ufficiali (anche se approvati da Pat) quali Slamd64 o la celebre BlueWhite. Da ora in poi il supporto ai 64 bit diventa parte integrante di Slackware, e verrà sviluppato in parallelo allo storico ramo a 32bit. Quindi, alla prossima release -che probabilmete sarà la 13.0- avremo ben due Slackware ufficiali pronte per essere installate, ed entrambe probabilmente dotate di KDE 4.3, in uscita entro i prossimi due mesi. Nel momento in cui scrivo tutti i mirror dovrebbero essersi aggiornati e avere inserito la directory slackware64-current, contenente il classico tree che siamo tutti abituati a vedere (con l’eccezione che la directory slackware è stata rinominata in slackware64). Ovviamente, data la giovinezza di tale ramo di sviluppo, molti repository non distribuiscono ancora pacchetti compilati a 64bit, per cui se avete bisogno di un particolare programma non presente nei mirror avrete bisogno di armarvi di sorgente, pazienza e Slackbuild (e questa affermazione è da applicare ricorsivamente alle eventuali dipendenze necessarie)! Mi raccomando, dopo che vi siete ricompilati il pacchetto e ne avete testato il funzionamento, fornitelo a qualche repository, in modo da facilitare la vita al vostro prossimo
Detto questo, mi metto a ricompilare pacchetti sulla nuova fiammante Slackware64-current
Non ci sono più i giochi di una volta…
di Delcaran Lëdeloth il giu.03, 2009, riguardo Computer, Giochi, Videogames
…e nemmeno le mezze stagioni, ma questa è un’altra storia! Io parlo di un genere che è ormai morto, causa evoluzione del mezzo e abbassamento dell’età e del tipo di videogamer medio. Mi riferisco alle Avventure Grafiche punta-e-clicca in generale e a quelle della LucasArts in particolare. Se dovessi contare tutte le volte che ho giocato The Secret of Monkey Island, The Secret of Monkey Island: LeChuck’s Revenge e Indiana Jones & the Fate of Atlantis non mi basterebbero tutte le dita di cui dispongo! Giochi intrisi di fascino, sagacia e ironia, con personaggi carismatici e dialoghi entrati nella storia del videogioco, e che ancora oggi riescono a coinvolgere il giocatore novello più di un moderno FPS.
Tanto per farvi capire di che razza di giochi si tratta, ecco le frasi che compaiono sullo schermo al termine di The Secret of Monkey Island: LeChuck’s Revenge..
OK, adesso spegni il computer e fai qualcosa di costruttivo
come giocare a squash
o lava la tua macchina
o prepara la cena
o prendi parte a una banda funky
o viaggia in un paese straniero
o diventa presidente della repubblica
o parla ad un membro del sesso opposto
o lubrifica la tua macchina
o prepara un wurstel fritto
o cerca un tesoro sepolto
o mungi una mucca
o fai una gara di abbaiate con il cane del tuo vicino
o effettua un’operazione al cervello
o dipingi una linea gialla in mezzo alla tua strada d’accesso privata
o scrivi il tuo nome nella neve
o insegna pallacanestro acquatico alle vongole
o canta le canzoni di Lucio Dalla in banca
o pianta alberi sul suolo pubblico
o confondi la persona accanto a te
o costruisci un tavolo triangolare
o trotta, balzella e salta
o cavalca un treno
o organizza il tuo cassetto delle calze in ordine alfabetico
o vai a giocare a bowling con tua mamma
o addestra gli insetti a fare scherzi
o fai una trapunta
o pubblica una rivista sui trucioli delle matite
o mangia gelatina al limone con ananas
o asfalta un’autostrada
o impara a disegnare
o iscriviti a fotografia
o impara a parlare greco antico
o fotocopia denaro
o esci a mangiare della pasta
o cuci un vestito
o lava il tuo iguana
o vai a pesca
o dipingi la casa di uno sconosciuto di notte
o iscriviti a windsurf
o cambia lo stile dei tuoi capelli
o affila i tuoi gessetti
o dai da mangiare a un tucano
o goditi il sole
o fai delle parole incrociate
o compra dei bei vestiti
o vai alla spiaggia
o gioca a cricket con tuo padre
o innaffia le tue piante
o costruisci una casa per le bambole
o organizza una cena con salmone e vino bianco
ricominciamo!
Tutti i giochi che ho citato sono tranquillamente giocabili grazie al mai troppo osannato SCUMMVM, un meraviglioso emulatore della piattaforma SCUMM (quella utilizzata per sviluppare questo genere di giochi). Tale gioiello della programmazione è disponibile gratuitamente presso www.scummvm.org, e può girare su un numero impressionante di sistemi (potenza dell’Open Source!!!) tra cui Windows, Linux (con pacchetti già pronti per Debian, Ubuntu, Slackware, Mandriva, SUSE, Fedora, ecc), Mac, PalmOS, WIndows Mobile, PS2, GameCube, Symbian e moltissimi altri!
Sono giochi da provare a tutti i costi, fidatevi di uno che videogiocheggia con passione dall’età di 3 anni
OCCHIO, DIETRO DI VOI!!! UNA SCIMMIA A TRE TESTE!!!!
Starcraft – Broodwar su Windows 7
di Delcaran Lëdeloth il mag.15, 2009, riguardo 7 - Seven, Computer, Giochi, StarCraft, Videogames, Windows
Dopo aver visto i filmati di gameplay di Starcraft 2 sono stato colpito da un’ondata di nostalgia e ho deciso di reinstallare il primo mitico episodio. Dopo la breve installazione e l’altrettanto veloce aggiornamento, all’avvio del gioco mi accorgo che il colori sono totalmente sfasati… Questo solamente nei menù di gioco, durante la partita vera e propria ho riscontrato artefatti solo sulle texture contenti acqua (non ho verificato se anche su altre superfici particolari), per il resto si vede perfettamente. Io che studio informatica ho subito dato la colpa a come Windows 7 gestisce le texture 16bit e mi dedico quindi alla configurazione delle opzioni di compatibilità. Nel mio caso le opzioni che ho attivato sono:
- Run in 256 colors
- Run in 640×480 screen resolution
- Disable visual themes
- Disable desktop composition
- Disable display scaling on high DPI settings
- Run in amministration mode
A parte la prima, sono tutte opzioni che disattivano tecnologie grafiche che non esistevano ai tempi dell’uscita di Starcraft (che era pensato per Windows 98), e che quindi possono portare a qualche tipo di conflitto… Sarei curioso di sapere se Starcraft supportava più di 256 colori…proverò ad installarlo sulla mia Slackware per verificare la cosa!
Devo però sottolineare che queste opzioni valgono nel mio caso, ma forse non sul vostro. Ho letto su vari forum di gente con il mio stesso problema che ha risolto tenendo semplicemente aperta la finestra “Screen resolution” durante il gioco, oppure usando altre impostazioni, o ancora che le ha provate tutte ma non ha risolto…Insomma, vedete voi! Ma prima di lamentarvi sappiate che io ho Starcraft con l’espansione Broodwar versione italiana originale aggiornato alla versione 1.16.1 tramite l’updater scaricabile dal sito della Blizzard, e lo uso su un laptop Acer Aspire 6930G con nVidia GeForce 9600M GS (driver 179.48), DirectX 10.0, Windows 7 32-bit beta 70.57. Visto che non so cosa causi il problema non garantisco che la mia soluzione funzioni per voi.
Voglio infine precisare una cosa…non credo che tenere o meno aperta una finestra di windows, soprattutto una finestra specifica, influisca o meno su un programma che agisce a schermo intero, in quanto tali programmi disabilitano temporaneamente il desktop e ignorando di conseguenza ogni finestra da questo gestita… Oppure mi sbaglio
Strani crash di Call of Duty 4 e 5
di Delcaran Lëdeloth il mag.15, 2009, riguardo 7 - Seven, Call of Duty, Computer, Giochi, Videogames, Vista, Windows
Vi è mai capitato di stare giocando a Call of Duty – Modern Warfare o a Call of Duty – World at War e di ritrovarvi improvvisamente al desktop con un ghignante messaggio di errore in mezzo allo schermo? A me si, fin troppe volte, fino a quando mi sono rotto e sono andato in cerca del problema. Dopo aver aggiornato driver e gioco, ho scoperto che la soluzione riguardava il mixer stereo della mia scheda audio (una Realtek). Per questo tipo di scheda è infatti necessario che sia abilitato un particolare dispositivo audio, la cui presenza sembra essere fondamentale per questi due giochi (anche se sinceramente fino al momento del crash giravano perfettamente…).
I passi da seguire sono i seguenti (sono in inglese perché basate su Windows 7, ma i passaggi sono gli stessi anche per Vista, ho già verificato):
- “Win Orb”
- “Control Panel”
- “Hardware and Sound”
- “Manage audio devices”
- Testo destro sulla zona bianca con l’elenco dei dispositivi
- Selezionate entrambe le opzioni (“Show Disconnected Devices” e “Show Disabled Devices”)
- Aprite la scheda “Recording”
- Tasto destro su “Stereo Mix”
- Selezionate “Enable”
- Chiudete tutte le finestre cliccando sempre su “OK”
Ora non dovreste avere più problemi con questi due capolavori (e niente polemiche sulla guerra moderna o sui bug di World at War)
Questione di manualità
di Delcaran Lëdeloth il mag.13, 2009, riguardo Computer
Ieri sera, mentre sistemavo un pò di scatoloni nel mio polveroso magazzino, mi sono imbattuto in un nostalgico ricordo… Lo scatolone del primo sistema operativo da me mai usato: il vetusto “Windows 3.11 for Workgroup”. Anche se è tutt’ora installato su un portatile che campeggia in camera mia (un IBM Thinkpad con CPU Intel 386, 4mb di RAM, 300mb di disco rigido e monitor a ben 4 colori), ho aperto la scatola con una devozione quasi religiosa, e mi è subito balzata all’occhio una cosa: il manuale.
Abituato come sono a comprare un software e ritrovarmi con una sterile scatola in plastica e un manualetto di 3-4 pagine che contiene solamente le precauzioni sanitare obbligatori e la garanzia del prodotto, mi è scesa una lacrimuccia nel vedere un grosso manualozzo di più di 400 pagine! Sfogliandolo non trovato precauzioni sanitarie, bensì ben più utili informazioni sul sistema operativo in questione… Tutti i comandi di MS-DOS 6.2, tutte le finestre disponibili in 3.11, tutti i possibili troubleshoot che possano capitare durante l’uso del sistema e un completissimo HOW-TO omnicomprensivo! MERAVIGLIOSO!!!
Certo, ammetto che al giorno d’oggi i manuali sono tutti disponibili sui supporti ottici che acquistiamo e nelle doc online, ma come l mettiamo quando il nostro pc va in bomba o ci salta la connessione ad internet? Non sarebbe meglio avere una guida cartacea che ci guidi nella risoluzione di problemi che ci impediscono di sfruttare la documentazione elettronica? Ovviamente è uno spreco di carta, in questo periodo di crisi economica e ambientale, ma la comodità è innegabile! Inoltre, visto che i prezzi dei software sono saliti a livello esagerato, non sarebbe un incentivo fornire nel prezzo un comodo manuale cartaceo da sfogliare invece che una sterile ed anonima scatola di plastica?
Io ricordo scatole di cartoni di videogames del passato con manuali che si leggevano come se fossero libri! Ad esempio il manuale di Fallout, che comprendeva una ricca documentazione riguardante la bomba atomica e gli effetti della sua esplosione… Oppure la confezione di Sid Meier’s Alpha Centauri, con il suo poster gigante con l’albero delle scoperte e il manuale con una ricca descrizione del pianeta, delle tecniche economiche/politiche/belliche utilizzabili nel gioco e una serie di finti estratti di report scientifici…O ancora il manuale di Starcraft, in cui viene descritta ogni singola unità in tutti i particolari (compresi quelli non visibili nel gioco) e viene presentata la storia completa di tutte le razze!
Insomma, viva i vecchi manuali! Polverosi, ingombranti ma ricolmi del fascino che l’elettronica non è in grado di offrirci!
Libertà!
di Delcaran Lëdeloth il mag.04, 2009, riguardo Computer, GDR, Giochi, Videogames
Niente patriottismi, tranquilli! Solo una veloce analisi della libertà nel mondo dei videogame ![]()
Negli ultimi anni, ma molti di più di quanto pensiate, si è diffusa nei videogiocatori la voglia di poter fare quello che volevano, senza seguire trame o avvenimenti decisi dai programmatori.
Grandi innovatori in questo ambito sono stati quei geniacci tedeschi della Bethesda Softworks, che hanno reso meno squallido il nostro mondo regalandoci quel gran pezzo di GDR entrato nella storia con il nome di “The Elder Scrolls: Arena”: grafica pseudo-3d meravigliosa (per l’epoca, 1994), libertà assoluta, personaggi carismatici, trama principale lunga e complessa, centinaia di sotto-trame hanno reso questo gioco una pietra miliare dei GDR su PC/Amiga. Per chi volesse provarlo, questo gioco è stato reso disponibile gratuitamente al pubblico nella ricorrenza del suo decimo anniversario direttamente nel sito degli sviluppatori. Data la vetustità del titolo è necessario un emulatore per giocarlo sui sistemi moderni, inoltre è disponibile unicamente in lingua inglese… Anche se non ci giocate vale lo stesso la pena di possederlo!
“Arena” ha portato nei videogiochi un nuovo genere di libertà, mai vista fin ad allora, libertà ripresa dal suo seguito “Daggerfall”. Ma non si poteva limitare un concetto così bello ai soli GDR, così, nel 1997, nasce il concetto di free-roaming, diventato ormai il metro di giudizio per la maggior parte dei giochi moderni. Il suo ideatore è il mai troppo osannato Grand Theft Auto della Rockstar (North) Games, per i bimbiminkia semplicemente GTA (i primi due sono gratuitamente disponibili per il download in questo sito). Il free-roaming si basa su una zona liberamente esplorabile in cui sono presenti svariate missioni che fanno evolvere la trama, principale o secondaria che sia. I giochi di questo genere sono molto diffusi e apprezzati, soprattutto dai cosiddetti “casual gamers” o “consollari”, ovvero quella categoria di giocatori contrapposta agli “hardcore gamers” che dall’avvento delle prime consolle ha invaso il mercato: sono giocatori che non dedicano ore ed ore ad eviscerare ogni singolo gioco nei minimi dettagli, ma vogliono semplicemente divertirsi un paio di ore senza darsi troppi problemi. Piccola nota: spesso “consollari” o “casual gamers” sono usati come termini dispregiativi, io non lo faccio (possiedo sia consolle che PC) per il semplice fatto che ci sono modi diversi di videogiocare, ciascuno dei quali adatto ad un tipo di gioco o addirittura ad un gioco specifico.
Questa nota era necessaria per descrivere la principale differenza tra i due tipi di libertà: le dimensioni [battutine di sottofondo]. Nei titoli della serie di GTA e in tutti quelli che sfruttano lo stesso concetto (e che variano dagli sparatutto ai giochi d’azione) il giocatore sa SEMPRE quali sono le future mosse che può intraprendere nella zona in cui si trova, e la zona in cui si trova non è mai pericolosa per lui (es: nei giochi di ruolo free-roaming il livello dei PNG è sempre bilanciato con quello del PG, in modo che questo non rischi mai seriamente di morire). Invece, nei titoli della Bethesda (tutta la saga di Elder Scrolls e il recente Fallout 3), il giocatore è lasciato a se stesso…All’inizio del giocogli viene data una semplice prima missione, ma spetta a lui decidere se seguirla o meno! Si potrebbe tranquillamente passare interi mesi di gioco nella sola esplorazione del mondo senza fare una sola missione. Ovviamente questa libertà lascia sconcertati i giocatori più “casual”, che non sarebbero mai in grado di apprezzare il gioco dedicandoci pochi minuti ogni tot: si perderebbero subito.. Inoltre il mondo non ha barriere, è tutto liberamente esplorabile fin da subito, ma ci sono zone più pericolose di altre, in cui il personaggio di basso livello morirebbe in pochi istanti. Tali zone sono individuabili solamente entrandoci, in quanto è il giocatore che deve fare esperienza e non viene portato per la manina se non nel tutorial iniziale.
Due tipi differenti di libertà per due modi differenti di giocare: per il giocatore che preferisce giocare bene e subito e per quello che ha voglia di prendersi tutto il tempo che serve per immergeri nel gioco! A ciascuno il suo



















