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Io nu parla tu lengua!

E non mi riferisco a problemi di istruzione, ma di traduzione. Da alcuni anni in qua, mi accorgo di videogiochi tecnicamente notevoli ed intriganti rovinati da un pessimo lavoro di traduzione. In particolare mi vengono in mente tre esempi: Half-Life 2, The Elder’s Scrolls IV – Oblivion e Jericho.

Partiamo da Oblivion. La traduzione qui è più che altro testuale, quindi semplice, ma nonostante questo in molti dialoghi i personaggi sbagliano il sesso dei personaggi che menzionano (o di se stessi), oppure sbagliano plurali e tempi verbali. Un lavoro abominevole per un gioco pensato per essere un best-seller (come è successo)! Reso ancora più orrendo se si pensa ai lavori amatoriali di migliaia di appassionati, come il grande RagFox del Progetto Tifone, che ha tradotto DA SOLO i primi 3 capitoli di Fallout e la monumentale Bibbia di Fallout! O ancora i membri dell’Italian Translation Project, che hanno tradotto Morrowind e relative esapansioni, Planescape: Torment, Divine Divinity e anche altri! Lavori amatoriali, ma di qualità e impegno per niente indifferente!

E ora Jericho e Half-Life 2… La traduzione qui è il doppiaggio dei dialoghi. Non so se avete una vaga idea di quanto sia frustrante trovarsi nel mezzo dell’azione e sentire i propri compagni parlarvi come dei rumeni al primo tentativo con l’italiano! Peggio ancora se questo genere di dialoghi avviene durante un filmato di spiegazione della trama! Giuro che a volte ho fatto fatica a capire quello che mi veniva detto, e molto più spesso ho chiuso il gioco perché non ne potevo più di sentire quegli obbrobri di dialoghi…

Tutti questi problemi derivano dal fatto che sempre più spesso le case produttrici utilizzano dei software per la traduzione sia scritta che parlata da inglese ad italiano. Il fatto, per la parte scritta, è che in inglese le parole con genere sono piuttosto rare, quindi non si capisce se ci si riferisce ad un lui o una lei guardando solo la parola, ma è necessario avere un contesto o un insieme più ampio di parole… Evidentemente il software utilizzato non è in grado di identificare correttamente il contesto e porta ad errori grossolani…

Per la parte del doppiaggio il problema deriva dal fatto che per un computer una frase non ha intonazione. Una frase è solo un insieme di lettere che devono essere pronunciate in ordine. Alcuni software utilizzano gli spazi e la punteggiatura per tentare di dare un tono a quanto pronunciano, ma spesso e volentieri il risultato è deludente…

Personalmente preferirei che le grandi case, se non vogliono spendere soldi in traduzioni (e mi riferisco soprattutto a quelle audio, che sono le più fastidiose e difficili da correggere) semplicemente non traducano!!! Sarei mille volte più felice di sentire un dialogo in inglese ben parlato, intonato e coinvolgente che non trovarmi nel mezzo di una discussione in un campo rom!

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RECENSIONE: La Ruota del Tempo vol. 1 – L’Occhio del Mondo

Erano anni che ne sentivo parlare in modo positivo sui siti specializzati e che ne vedevo i volumi in libreria, ma mi sono sempre fermato dal comprare uno dei libri di questa saga, principalmente perché non ho mai trovato il numero 1, ma anche perché era convinto fosse un’altra brutta copia de "Il Signore degli Anelli". Ma adesso che ho letto devo ricredermi!

Chiariamoci: "Il Signore degli Anelli" è la fonte di ispirazione per TUTTI i romanzi fantasy (pur non essendo un romanzo) dal 1954, anno della sua uscita, ad oggi. Ha definito le caratteristiche delle razze fantasy per eccellenza (nani, elfi ed orchi) e come deve essere il buono e come il cattivo. Non ho ancora trovato un fantasy medievaleggiante che si discosti abbastanza da "Il Signore degli Anelli" da non rischiare di esserne considerato un clone. Detto questo procediamo.

"L’Occhio del Mondo" si discosta da "Il Signore degli Anelli" per due aspetti principali. Primo, non è un’opera letteraria, ma un "semplice" romanzo scritto per divertire e per catturare il lettore in un mondo vasto e profondo. Secondo, non ci sono le classiche razze fantasy. Niente elfi, nani o orchi, ma umani, Ogier (brutti, grossi, abili artigiani e amanti della natura) e Trolloc (brutti, sporchi, cattivi e assetati di sangue) che ne fanno le veci.

La trama si basa sui classici cliché del fantasy che da 60anni in qua tutti conoscono: alcuni Signori Nessuno con segreti che nemmeno loro sanno, alcuni stranieri che li salvano da un triste destino che mai e poi mai avrebbero pensato di dover affrontare e un lungo viaggio che li trasformerà e li farà crescere in modi che nemmeno potevano pensare. Banale vero? Sì, ovviamente banale, ma nonostante questo è un romanzo che cattura il lettore! I colpi di scena non sono molti, ma lo stile della scrittura e l’incalzare della vicenda (molto cinematografica, con pochi dialoghi e molta azione) vi terranno con il naso tra le pagine fino al breve finale (anche troppo per alcuni aspetti), e anche oltre!

Sì, avete letto bene, anche oltre! Perché come si evince anche dal titolo del post, questo è solo il primo volume di una saga che al momento conta 10 capitoli, almeno in italiano. Ogni capitolo è autoconclusivo, ma il numero impressionante di retroscena e intrighi che si vengono a creare durante il suo svolgimento vi costringeranno a prendere anche il secondo volume, per "sapere come va a finire"! Al momento non me lo sono ancora comperato, ma credo che lo farò al più presto!

Ora le critiche. La critica a dire il vero. Il finale. Per tutte le 600 e rotti pagine i protagonisti hanno viaggiato, sofferto e tribolato per scappare dal "nemico del mondo" di turno e una volta giunti allo scontro finale il tutto termina in una decina di pagine… Capisco benissimo che lo scrittore Robert Jordan volesse concentrarsi sul viaggio e sulla formazione dei protagonisti, ma descrivere uno scontro epocale in così poche pagine mi ha lasciato un senso di fretta che non mi ha entusiasmato moltissimo, troppo sbrigativo… Ma prenderò ugualmente il secondo, visto che 600 pagine di divertimento sono piuttosto difficili da trovare al giorno d’oggi!

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Skype su Debian Squeeze 64bit

L’installazione di un’applicazione utile come Skype e disponibile solo per architetture a 32bit può creare qualche problema a chi utilizza un’architettura a 64bit e Debian Squeeze (la testing nel momento in cui scrivo). Ma per fortuna è un sistema Linux, quindi esiste un modo indolore per avviare Skype anche sui 64bit! Ecco come fare:

  1. Scaricate le librerie necessarie:
    1
    
    aptitude install ia32-libs ia32-libs-gtk libc6-i386 lib32asound2 lib32gcc1 lib32z1 gsfonts-X11
  2. Scaricare il pacchetto per Debian 32 bit dal sito di Skype.
  3. Installare il pacchetto dando il seguente comando (dalla directory dove avete salvato il pacchetto):
    1
    
    dpkg -i --force-architecture PACCHETTO.deb
  4. Nascondere le librerie 32bit di pulse agli utenti non-root (altrimenti le librerie causano un crash di Skype), ovvero da root:
    1
    
    chmod o-r /usr/lib32/libpulse-simple.so.0.0.2 /usr/lib32/libpulse.so.0.8.0 /usr/lib32/libpulsecommon-0.9.15.so
  5. Avviate Skype!
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RECENSIONE: Avatar

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Se tu che leggi hai fretta, ecco il riassunto: BELLISSIMO!

Se ora che leggi hai meno fretta mi farai la cortesia di sederti tranquillo e di leggere il mio post, ma anche no! A me sinceramente basta che non rompi.

Veniamo al film. Credetemi quando vi dico che la regia di James CameronW, i 14 anni di lavorazione e il fottio di soldi spesi in tutto questo tempo si sentono tutti dalla prima all’ultima scena! Sinceramente, scrivo questo post per dovere personale, non perché ho qualcosa da dire…il film è veramente magnifico, magari non originalissima come trama, ma è in grado di catturarvi e coinvolgervi per tutta le due ore e quaranta minuti del film senza farvi pesare un solo secondo. Qualsiasi cosa io possa scrivere non riuscirà nemmeno lontanamente a farvi capire quanto mi sia piaciuto! Lo stile di Cameron è inconfondibile, soprattutto per coloro che hanno adorato i suoi film di fantascienza (AliensW e TerminatorW) che ritroveranno la sempre brava Sigourney WeaverW e riconosceranno il peculiare design dei mezzi volanti degli umani. Anche i veicoli terrestri, principalmente mech, non sono originalissimi ma sono di sicuro impatto e decisamente apprezzabili anche per chi non fa caso a questi dettagli da cinefilo.

E gli effetti speciali? Cosa devo dire degli effetti speciali??? Sono speciali! Sono gli effetti speciali più speciali che abbia mai visto!!! Per praticamente 2 intere ore l’azione si svolge in una giungla tropicale riccamente ricostruita al computer, con dettagli talmente incredibili che sembra di starci dentro, complice anche la visione 3D, decisamente consigliatissima a patto di avere occhialini decenti a sufficienza. La vegetazione in particolare mi ha sorpreso! Tutte le piante sono semplicemente vive, e l’unico modo per capire quello che intendo è vedere le singole foglie che si illuminano la notte quando un altro essere vivente ci passa vicino, o le piante che si protendono verso le creature, o ancora i piccoli rettili che turbinano in aria vorticando e brillando come fiamme o infine i grandi animali ispirati a cavalli, pantere, rinoceronti e pterodattili studiati attentamente in tutto e per tutto!

E infine i veri protagonisti, gli alieni blu! Non compaiono spesso insieme agli essere umani, ma le loro dimensioni sono sorprendenti. Sono stati completamente realizzati al computer (modelli tridimensionali applicati ad attori reali probabilmente), ma la cosa non si nota minimamente, facendo credere a noi spettatori che siano attori in carne (blu) ed ossa (al carbonio).

L’ho già detto ma lo ripeto: credetemi quando vi dico che il film è veramente magnifico! Non so se verrà mai considerato un capolavoro da critica e pubblico, ma per quanto mi riguarda è entrato di diritto nella mia lista dei film preferiti! CORRETE A VEDERLO!

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Rimuovere Malware Defense

Ieri mi sono imbattuto in un “simpaticissimo” malware, il cui scopo è costringere l’utente ad installare un finto programma antivirus, ovviamente a pagamento… Ma ecco i sintomi dell’infezione:
  • Nella System Tray comparirà un’icona simile a quella del Centro di Protezione di Windows XP, uno scudo con i quattro colori di Windows, affiancato da un’icona rotonda rossa con un croce bianca nel mezzo.
  • Ogni tanto, anzi molto spesso, un messaggio simile a quelli del Centro di Protezione di Windows XP compariranno al centro dello schermo avvisandovi di un fantomatico virus/trojan/worm presente nel sistema, e vi suggerirà di installare un programma antivirus, Malware Defense. Una particolarità: se possedete XP in italiano, riuscirete a distinguere i falsi messaggi da quelli legittimi perché saranno in inglese.
  • Meno spesso comparirà una schermata praticamente identica al Centro di Protezione di Windows XP in cui verrà evidenziata l’assenza di un software antivirus (anche se installato) e anche qui vi suggerirà
    di installare Malware Defense. Come sopra, anche questa schermata sarà in inglese,oltre a possedere la parte a sinistra in uno stile leggermente diverso da quella della schermata giusta.
  • Ancora meno spesso farà capolino una piccola schermatina con la pubblicità di Malware Defense e il pulsante per il download dello stesso.

Ma il bello è che questa è solo la prima parte dell’infezione, la meno pericolosa! Se infatti cadrete nell’odiosa trappola e installarete Malware Defense (notare che NON effettuerete alcun download) vi ritroverete non solo un software totalmente inutile, ma addirittura un altro malware installato dentro il vostro già martoriato Windows! Se vi fidate di lui e avviate una scansione, questo software vi troverà alcune infezioni non esistenti nel vostro sistema, oltre a segnalare come tali anche gli eventuali antivirus legittimi che avete installato precedentemente, e vi segnalerà inoltre di un fantomatico attacco pirata in corso contro il vostro sistema. Malware Defense vi dirà che, purtroppo, non sarà in grado di eliminare tutte le infezioni riscontrate, ma di poterlo fare nella sua versione completa, che ovviamente non è gratuita…

Ho sottolineato precedentemente perché esiste una variante del malware che rende il tutto estremamente, ma estremamente odioso (come se non lo fosse abbastanza)… Un piccolo rootkit (HS8RT) che non solo impedisce a TUTTI i vostri antivirus di avviarsi, ma vi impedisce anche di installarne di nuovi, bloccandoli come infezioni.

Inoltre ho riscontrato anche altri sintomi, quali il blocco totale di ogni mouse collegato al sistema e il fatto che Malware Defense, anche una volta disinstallato, tornerà ad installarsi in automatico al prossimo riavvio.

Per fortuna mia, della persona a cui ho trovato il tutto e anche vostra se siete stati infettati, la rimozione non è stata problematica, una volta capito come fare…. Ecco i passi che ho seguito io:

  • Se siete stati infettati dal rootkit:
    1. Fermate il processo di cui non ricordo il nome (perdonatemi!) ma che ricordo cominciare con una w ed occupare circa 16 mega di ram.
    2. Scaricate il programma tdsskiller.zip, decomprimetelo e avviate l’eseguibile all’interno.
    3. Il programma vi chiederà di riavviare il pc. Fatelo.
  • Dopo aver rimosso il rootkit (o se pensate di non averlo):
    1. Fermate di nuovo il processo del punto 1 di cui sopra.
    2. Scaricate Malwarebytes’ Anti-Malware. Sinceramente l’ho trovata una soluzione ottima che ha risolto il problema in modo rapido e definitivo, anche se anche Spybot Search & Destroy ha identificato alcune infezioni nel sistema (anche se non è riuscito ad eliminare completamente tutto il malware).

Tengo a sottolineare che nel caso che mi è stato sottoposto non era presente il passaggio dell’installazione di Malware Defense, ma ho riscontrato la parte delle icone nella System Tray, i messaggi che comparivano (non quello dell’attacco), il mouse non funzionante e gli antivirus che non si avviavano (nello specifico Avira Antivir Free e la trial di 30 giorni di Kaspersky Internet Security 2010). Mi è stato raccontato dal propietario del pc la parte dell’installazione del software, del suo funzionamento e della sua rimozione/reinstallazione automatica, racconto che ho riscontrato visitando questo interessantissimo blog, che tra l’altro contiene anche alcune procedure per la rimozione manuale del virus in questione. Visto che sono buono, oltre al link del blog posto anche il filmato presente sul blog in questioneche mi ha aiutato ad identificare la minaccia per quel che era. Guardatelo, e se vi riconoscete seguite con tranquillità i passi di cui sopra o le molte altre guide che potrete trovare facilmente online cercando su Google “Malware Defense”!

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Debian Squeeze, Java e Internet

Vi sarà capitato anche a voi utenti di Debian Testing di vedere le vostre applicazioni java perennemente offline mentre tutti gli altri applicativi navigano alla perfezione… Questo è dovuto ad un “piccolo” bug presente in Debian che costringe Java ad utilizzare solo gli indirizzi IPv6 per la connessione, un protocollo non molto supportato e per cui Java non è ancora stato preparato, in quanto utilizza solo IPv4… Per risolvere il bug dovete lanciare il seguente comando come superutente, quindi da root date:

1
sed -i 's/net.ipv6.bindv6only\ =\ 1/net.ipv6.bindv6only\ =\ 0/' /etc/sysctl.d/bindv6only.conf && sudo invoke-rc.d procps restart

e tutto tornerà come prima!

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RECENSIONE: The Rocky Horror Picture Show

The Rocky Horror Picture Show

ATTENZIONE: in questa e in tutte le mie future recensioni inserirò solo quello che esce dal mio cervellino. Tutte le informazioni aggiuntive che potrebbero interessarvi le troverete su Wikipedia, IMDb o Google

Comincerò la mia recensione dicendo che il Rocky Horror Picture Show NON è un film. Il fatto che voi lo guardiate sullo schermo è semplicemente dovuto alla grande diffusione del mezzo. Il Rocky Horror Picture Show è un musical, e come tale è disponibile solo ed esclusivamente (e giustamente) in lingua madre (inglese) con i sottotitoli in altre lingue. Questo potrebbe scoraggiare molti, ma tenete conto che la storia è di secondaria importanza rispetto alle musiche, e che le musiche piacciono anche senza capirne il testo! Ora che siete a conoscenza del significato della parole “Show” del titolo, vi dirò cosa si intende per “Rocky”. L’intero musical è un inno al Rock’n'Roll, sia nel tipo di musiche sia nei personaggi che le interpretano e sia nelle azioni che compiono. Intendiamoci, Rock’n'Roll inteso nel suo complesso, non solo la musica o i testi delle canzoni, ma anche l’ambientazione, lo stile di vita, le mentalità dei personaggi inneggiano alla cultura Rock! Ed è per questo che la seconda parte del titolo si chiama “Horror Picture”…perché ne dovrete avere orrore!!! Tutto il musical è impregnato di violenza e di sesso nelle loro forme più estreme, perverse e tabù: nessuna scena esplicita ovviamente (si sarebbe probabilmente ricaduti nel discutibile genere degli snuff-movie) ma è comunque una visione sconsigliabile a chi non apprezza le scene forti.

Ma non dimenticatevi che si tratta di un musical, e i musical sono per definizione allegri e scanzonati! E il Rocky Horror Picture Show non fa eccezione da questo punto di vista: tutti e personaggi, anche i più macabri e perversi, strappano comunque un sorriso allo spettatore, e sanno farsi amare per quello che sono. Pur essendo tutti estremamente diversi tra di loro, hanno in comune un lato parodistico ed estremamente stereotipato, tanto che nei titoli di testa, sotto il nome del personaggio interpretato è presente anche il ruolo giocato da questo personaggio all’interno del musical.

Il Rocky Horror Picture Show è in definitiva una pietra miliare dello spettacolo nel senso più generale possibile, racchiudendo in se diversi generi di intrattenimento quali sono il cinema, la musica e la danza. Oltrettutto è uno dei pochissimi esempi di opera burlesque, un genere che mescola l’horror con l’erotico il tutto condito da un pizzico di umorismo nero che tanto fa rabbrividire i perbenisti benpensanti. L’opera, pur non essendo adatta a tutti i palati, risulta essere gradevole sotto ogni suo aspetto, e perfettamente godibile da chiunque abbia la pazienza di ascoltare (e guardare) due ore di musica in inglese!

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Bogodinamica Quantistica

Misure hacker della bogosità

La bogodinamica quantistica è la seriosa teoria hacker che caratterizza l’universo in termini di campi di potenziale bogosità. Le particelle elementari considerate nella teoria, chiamate bogoni, vengono emesse da sorgenti come i politici, i venditori di macchine usate, gli evangelisti televisivi, e i merketroidi in generale, tra cui occupa un posto di rilievo Darl McBride, il CEO di SCO. I bogoni raggiungono infine i pozzi bogonici che sono i computer, ma anche i semplici cittadini, e specialmente gli onesti contribuenti fiscali. Una sovraesposizione ai bogoni impone agli esseri umani di comportarsi in modo totalmente insensato e ai computer di incasinarsi irrimediabilmente, addirittura fino al punto di diventare sorgenti secondarie di bogoni. Purtroppo la precisa quantomeccanica dell’interazione computronico-bogonistica non è ancora stata completamente compresa e c’è ancora una grande lavoro di ricerca da portare avanti. La bogodinamica quantistica inoltre è solitamente invocata come ragione definitiva dell’aumento vertiginoso di malfunzionamenti hardware e software sia in presenza dei cravatta o dei marketroidi. Questo sarebbe dovuto all’emissione di bogoni da parte di questi ultimi che i computer sono obbligati ad assorbire.

Bogosità, bogòmetri e microLenat

Il livello bogonico ambientale, indicato come bogosità, può essere misurato con il bogometro, un preciso strumento notazionale che riporta il livello bogonico riscontrato nell’ambiente. Il bogometro è molto utile nei seminari, nei convegni, nei comizi elettorali e in tutte quelle insulse presentazioni di prodotti informatici commerciali per valutare il momento preciso in cui alzarsi ed andarsene oppure intervenire per comunicare all’uditorio che il proprio bogometro ha raggiunto il fondo scala. La bogosità inoltre rappresenta inoltre il flusso di potenziale del campo bogonico dovuta ad una configurazione di emittenti e riceventi bogonici. La più grande unità pratica di misura della bogosità comunemente riconosciuta nella comunità hacker è il microLenat (comunemente scritto come µL). Sembra che questa unità si sia imposta a causa di una affermazione di Doug Lenat, professore della Carnegie Mellon University, usata per bocciare in un importante esame universitario: “L’IA è bogosa” (IA = Intelligenza Artificiale). I suoi difensori però sostengono che Lenat sia invece il massimo dell’intelligenza e di conseguenza il microLenat, essendo la milionesima parte di un Lenat, deve essere ovviamente una misura di stupidità. Qualcuno per questo ha proposto di sostituire il microLenat con il GigaMcBride.

Filtri anti McBride

Ma il bogone non è solo l’equivalente nel campo della stupidaggine dell’elettrone nel campo dell’elettricità ma per estensione assume anche altri significati. Nel campo delle reti di comunicazioni, infatti, si intende comunemente per bogone un qualsiasi pacchetto di dati che non rispetta le definizioni, come ad esempio quelli che, pur essendo delle richieste ai server DNS hanno attivi il bit di risposta (cosa che capita con un noto sistema operativo non Unix). Un bogone è ovviamente anche qualsiasi cosa o persona affetta da bogosità, e un computer o una persona può presentarsi come bogotico o semplicemente bogoso, o bogus, come ogni cosa non funzionale o inutile, ogni cosa falsa o incredibile o anche semplicemente stupida. Chiunque blateri false affermazioni sulla realizzazione di qualcosa o sulla rivendicazione di qualche soluzione o qualsiasi affermazione avventata e non giustificabile è bogus. Ad esempio Darl McBride è il ras dei bogus. Infine è possibile realizzare o programmare dispositivi o filtri antibogosità per cercare di limitare i danni dell’esposizione bogotica. Questo è il tipo di cose che in genere riesce a far funzionare i programmi anche quando non dovrebbero.

Articolo copiato spudoratamente da un vecchio numero della rivista Linux Magazine.

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Controller (SixAxis e Dualshock) PS3 via USB su Windows 7

Con questa breve guida vi illustrerò quello che ritengo il modo più semplice e meno pericoloso per far funzionare il controller della vostra PlayStation 3 su un pc con Windows attraverso il cavo USB.

  1. Per prima cosa procuratevi i file necessari da questo sito. Ovviamente dovete scegliere i driver relativi al vostro sistema: 32bits per un sistema x86 e 64bits per un sistema x64.
  2. Alla fine del download vi ritroverete un archivio .rar. Scompattatelo ed avviate l’eseguibile all’interno. Scegliete dove installare il programma, anche se consiglio di usare il percorso predefinito, a meno che non abbiate esigenze particolari.
  3. SOLO PER SISTEMI x64: ora arriva la parte “brutta e noiosa”… Nel sistema operativo Windows 7 a 64bit, la Microsoft ha inserito un sistema di protezione dei driver, chiamato Driver Signature Enforcement, che impedisce l’utilizzo di driver non firmati da Microsoft (ovvero i driver di produttori che non hanno pagato la firma). I driver che avete installato non sono firmati, quindi per avviarli dovrete disabilitare la Driver Signature Enforcement. Il modo più semplice per farlo è riavviare il sistema, e dopo la fase di post (prima che compaia la schermata di caricamento di Windows) tenete premuto il tasto F8. Nella schermata che compare scegliete l’opzione “Disable Driver Signing Enforcement” (o l’equivalente italiano, se presente). Tenete presente che dovrete eseguire questa operazione ogni volta che vorrete utilizzare un driver non segnato! So che è una scocciatura, ma è il metodo più veloce e meno rischioso, credetemi.
  4. Collegate il joypad con il cavo USB. Windows installerà i suoi driver personali, che pur riconoscendo correttamente il joypad non lo farà funzionare per nulla.
  5. Cliccate “Start –> All Programs –> MotioninJoy” e fate click con il tasto destro su “Install USB Driver” scegliendo l’opzione “Run as Administrator”. Dopo qualche secondo vi comparirà una schermata di Notepad con il risultato dell’operazione. Se vedete scritto “SUCCESS: installed package C:\Program Files\MotioninJoy\ds3\drivers\MijUfilt.inf” o comunque la scritta “SUCCESS” allora i driver sono stati installati correttamente. Altra parte noiosa: nel caso in cui vogliate usare il joypad su un’altra porta USB, dovrete ripetere questa operazione.
  6. Premete il pulsante PS per accendere il controller (dovrete farlo ogni volta che spegnerete il computer o scollegherete il cavo USB). A questo punto funzioneranno solo i tasti, ma non i joystick. Per verificarlo andate in “Control Panel –> Devices and Printers –> Game Controllers”.
  7. Avviate “Start –> All Programs –> MotioninJoy –> DS3 TOOL”. Qui potrete scegliere 4 profili di funzionamento per il vostro joypad.
    • Digital Gamepad(Dpad,without joystick) Rende il joypad simile a quello della PS1, con solo il Dpad attivato e i joystick non abilitati.
    • Analog Gamepad1(POV,Joysticks) I joystick sono attivi, ma i due trigger dorsali (i tasti L2 ed R2) non sono progressivi, sono semplici tasti a pressione. Questa è la configurazione del joypad della PS2.
    • Analog Gamepad2(POV,Joysticks,Analog Triggers) Sono attivi sia i joystick sia i trigger dorsali. Configurazione simile a quella del controller dell’XBOX360.
    • Analog Gamepad3(POV,Joysticks,Analog Triggers,Motion sensor) Configurazione in tutto e per tutto identica a quella della PS3, con anche il sensore di movimento del joypad attivato.
    • Emulate Xinput Simula il controller della XBOX360. Al momento non utilizzabile.
    • Enable vibration Abilita la vibrazione nei DualShock.
  8. Io personalmente scelgo l’opzione Gamepad2, in quanto il sensore di movimento è molto sensibile e rende estremamente complicato configurare i tasti correttamente. Appena effettuata la vostra scelta, premete il pulsante “Enable Option”.
  9. Ora potrete utilizzare tranquillamente il vostro joypad!

Alcune note… Il programma di gestione del joypad si attiva automaticamente con Windows, e almeno nel mio caso da un errore quando si avvia… Non è un problema, basta che scegliate il tasto “Continue” e potrete usare tutto quanto tranquillamente! Inoltre nel programma, se non vedete la pagina principale, andate nella scheda “Options” e potrete configurare tutto quanto come in guida.

Se volete attivare la modalità senza fili (cosa che non ho testato) dovrete seguire questa guida in inglese.

Questa guida mi ha funzionato alla perfezione, ma ho trovato anche alcuni sistemi sostitutivi del passo 3, che però non consiglio perché non li ho testati:

Scaricare e installare easyBCD 2.0beta da qui. Andare nelle “Advanced options” e selezionare “Allow unsigned driver…”. Adesso dovreste essere in grado di usare il joypad senza premere F8 all’avvio.

Post originale: http://www.motioninjoy.com/help/sixaxis-dualshock-3-connecting-usb

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Brian di Nazareth – The Immaculate Edition

Preso da una irresistibile gola di shopping natalizio, ho saggiamente deciso di sfruttare l’accoppiata PS3 + LCD Full-HD per fare incetta di film BD ad alta definizione! Nella mia lista è entrato a pieno titolo, tra gli altri, una copia di Brian di NazarethW degli intramontabili Monty PythonW, acquistata per sostituire la mia precedente copia stupidamente rovinata e praticamente inguardabile.

Bene, il risultato è solo parzialmente soddisfacente… Le immagini sono fantastiche, non sono mai riuscito a vedere il film in modo così nitido e pulito, davvero “immaculate”!!! Ma l’audio….l’audio…l’audio è un disastro! Non tanto per la qualità (ottima) ma per la natura dello stesso: tutti i dialoghi originali sono stati doppiati nuovamente nella versione italiana! Personalmente la ritengo una cosa discutibile, data la tremenda caratterizzazione che avevano i dialoghi originali che è impossibile dimenticare per chiunque abbia visto la prima versione! Questo nuovo comparto audio, pur non cambiando una sola battuta, mi da la tremenda impressione di sbagliato, di non adatto e non all’altezza… Insomma, preferivo sicuramente la versione audio originale, che a mio avviso poteva essere tranquillamente inserita tra le tracce audio del BD, data l’immane quantità di spazio che può contenere.

La versione in lingua originale non so dire se sia stata modificata nell’audio o meno, in quanto non ho mai visto l’originale in inglese (motivo per il quale ho anche comprato questa versione).

Concludendo, per chi non avesse mai visto questo film, un acquisto sicuramente consigliato, a patto però di guardarsi dopo su youtube le sequenze della prima versione! Per i cinefili di vecchio pelo invece, se non avete rovinato la vostra copia tenetevela stretta!

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